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Da Occidente a Oriente: Elysia Athanatos

Dopo il successo delle prime tre mostre, CRAC - Castelnuovo Rangone Arte Contemporanea - lo spazio di via della Conciliazione ricavato in una sala comunale all’interno delle antiche mura cittadine, ospita la quarta esposizione, “Da Occidente a Oriente” di Elysia Athanatos.

Anche in questo caso, lo spazio, che ha debuttato lo scorso aprile, consentirà agli interessati di ammirare le opere di fatto ogni giorno a qualsiasi ora: la sala infatti è illuminata dall’interno e grazie alla vetrina trasparente le opere d’arte saranno visibili sempre dall’esterno.

L’idea di CRAC è di abbattere in un certo senso le barriere fisiche per consentire una fruizione piena e ininterrotta delle opere artistiche, svincolando l’esperienza della visita della mostra a orari o giorni prestabiliti. Il tutto in un contesto pubblico che richiama il legame tra la storia – CRAC valorizza una parte delle antiche mura cittadine – e la contemporaneità artistica che nello spazio troverà ospitalità.

Inaugurazione sabato 10 novembre – Ore 17.00

La mostra sarà visitabile fino a domenica 27 gennaio 2019

 

Nella città di Jingdezhen, Elysia Athanatos arrivò nel 2009. Veniva da Firenze, dove aveva studiato scultura, e procedendo a ritroso, dalla Chelsea University of Fine Arts di Londra, dove si era dedicata alle arti applicate. Nella città cinese, in cui si reca per aver vinto una residenza presso la Sanbao arte ceramica, Elysia s’innamora della porcellana, perché Jingdezhen è uno dei centri più importanti della sua lavorazione e ogni sua strada è occupata da botteghe e manifatture, e ovunque si traffica e commercia per questo materiale. Qui la giovane cipriota sperimenta, azzarda, dà vita a mescolanze mai sondate prima, tra le sue dita scorrono polveri minerali rare e preziose, si rafforza e radica la passione per le terre, che poi in Italia, nell’Istituto Ballardini, s’intensificherà ulteriormente grazie alla millenaria sapienza faentina. Le installazioni di Elysia, composte da grandi vasi in terre refrattarie o in porcellana, lustrati all’interno con oro puro o smalti, segnano lo splendido trionfo della trasmutazione materica e della bellezza scaturita dai sortilegi della chimica. Archetipo di ciò che contiene e preserva, il vaso si ammanta di luce, il suo peso specifico quasi svanisce, alleviato da una poetica del vuoto e dal dinamismo del pneuma che ne dilata e forza il corpo, agito da tensioni materiche e spirituali in perenne movimento e trasformazione. Mescolanze, l’opaco e il lucido, il centro e la sua perdita, l’archetipo e l’aristocrazia della forma. Una vertigine che s’innalza nella tensione memore della storia della Scultura, quella orientale antica in cui Elysia si è formata, e quella d’Occidente, i cui modelli di riferimento sono per la nostra Scultrice molteplici, da Costantin Brancusi, alle pratiche insieme rituali e inconsuete di Nanni Valentini, alle invenzioni di Tony Cragg.

Eleonora Frattarolo

 

athanatoselysia.com

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Primo inserimento del 07/11/2018 -- Ultimo aggiornamento del 12/11/2018 ore 08:46 -- N° visioni: 29 -- Stampa
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